LEON BATTISTA ALBERTI (1404-1472)

da : Storia dell'arte classica e italiana - G.C. Argan -Sansoni 1981.


Massimo esponente della cultura umanistica. Leon Battista Alberti fu letterato, filosofo, architetto e teorico dell'arte.
Con lui l'arte diventa l'asse del nuovo sistema culturale e assume valore di dottrina autonoma ed egemone, si pone come concezione del mondo. I suoi tre trattati della pittura, della scultura, dell'architettura costituiscono una completa teoria dell'arte: la prima che consideri più che il processo operativo, il processo ideativo, la genesi e la struttura della forma.
Il primo è la magna charta della pittura toscana del Quattrocento, enuncia in modo sistematico la concezione prospettica brunelleschiana e ne studia gli sviluppi nel campo della rappresentazione. Il secondo, teoria della statua come umanistica figura di persone famose, è degli stessi anni del primo.
Il terzo, scritto a Roma quando l'Alberti era abbreviatore apostolico, segue la traccia del trattato di Vitruvio, compendia l'esperienza dello studio diretto dei monumenti antichi, costituisce il fondamento del classicismo architettonico del Rinascimento. Come architetto la sua prima opera è la trasformazione cominciata nel 1447 della chiesa di San Francesco a Rimini in tempio mausoleo per Sigismondo Malatesta ; l'esecuzione del progetto, non interamente attuato, fu affidato a Matteo de' Pasti.
L'opera dell'Alberti si riduce alla facciata incompiuta e al fianco. E' incontestabile il riferimento alla tipologia classica : dell'arco trionfale per la facciata, degli acquedotti per il fianco, che si presenta come una successione di profonde arcate. Tanto l'arco trionfale che le arcate degli antichi acquedotti sono organismi plastici aperti che si inseriscono nello spazio e non lo delimitano. Gia il Brunelleschi aveva intuito che un piano di facciata deve essere una struttura e non soltanto una superficie : nello Spedale degli Innocenti e nella Cappella de' Pazzi aveva risolto il problema scomponendo la facciata in più piani prospetticamente coordinati. ..... L'Alberti non si accontenta di misurare, delineare, proiettare lo spazio ; lo sente come una realtà fisica, come luce, penombra, atmosfera, colore. E' il primo architetto che valuti, anche dal punto di vista psicologico, il trapasso emozionale dalla luminosità e dalla concretezza volumetrica dell'esterno alla penombra e alla cavità dell'interno ; e che faccia materialmente e visivamente comunicare esterno ed interno attraverso gli archi profondi della facciata e del fianco.

......... L'Alberti progetta una facciata anche per la chiesa gotica di Santa Maria Novella.
Ritrova, con un colpo di genio, le superfici a tarsìe geometriche del romanico fiorentino, per esempio San Miniato : forse pensando, come il Brunelleschi, che il romanico fiorentino fosse l'ultima espressione o la prima gemma rifiorita del "classico".

....... Per Mantova l'Alberti progetta le chiese di San Sebastiano (1460) e S. Andrea (1470)

...... Nell'una e nell'altra chiesa la ricerca dell'artista è rivolta al coordinamento di volumi e di vuoti, cioè alla definizione dell'unità plastica della forma architettonica. Il Brunelleschi aveva lungamente cercato la sintesi dei due sistemi classici : se la struttura dello spazio è una e l'architettura la rappresenta, non possono esservi due sistemi di rappresentazione oggettiva dello spazio.
Per l'Alberti l'architettura rappresenta una concezione dello spazio ma rappresenta al tempo stesso le grandi idee storiche che hanno determinato le diverse concezioni dello spazio. Per lui l'edificio è pur sempre un oggetto, anche se è un oggetto ideale e assoluto, che esprime una concezione del mondo, come natura e come storia : l'edificio ideale è il monumento, come forma plastica unitaria espressiva di valori ideologici e storici.
Non possono esservi più tipi di struttura dello spazio, ma possono certamente esservi più tipi di monumenti. La sua opera può considerarsi come un elaborato insieme di tipologie monumentali ; e come il fondamento tipologico dell'architettura classica del Cinquecento.


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