Luogo: Ruota, Monte Pisano
Il percorso di oggi si trova sul versante orientale del Monte Pisano, ”isola” montuosa appoggiata su una vasta pianura, il cui clima cambia sensibilmente a seconda dell'esposizione.
L'escursione partirà da Ruota, il borgo più alto del Monte Pisano (350 m). Attraversando il paese, che conserva ancora interamente il sapore del suo passato, si può ammirare la bella chiesa di San Bartolomeo Apostolo, col tipico orientamento est-ovest. È un ottimo esempio di romanico-lucchese, nonostante i numerosi rifacimenti nel corso dei secoli. Passiamo dalla fonte la Pollina, dove potremo riempire le nostre borracce: essa si inserisce infatti nel progetto La Via della Buona Acqua del Comune di Capannori in collaborazione con la Regione, per tutelare l'acqua come bene comune e valorizzare le migliori acque sorgive del territorio. In costante salita, arriviamo a guadare il Visona con belle felci tra le quali la giurassica scolopendra. Nel bosco misto è frequente la presenza spontanea dell'agrifoglio, che denota un terreno ricco di nutrienti. Si tratta di una specie relitta, ovvero sopravvissuta alle glaciazioni del Quaternario, considerata sacra per numerose civiltà antiche. E non può mancare il ginestrone, con la sua fioritura profumata tutto l'anno, che sul Monte Pisano è spesso presente in consociazioni diverse.
Giungeremo così a Piambello, un'area pianeggiante in cui si trova un arboreto dalla elevata valenza didattica e paesaggistica, e dove regna un silenzio incontrastato.
Dopo il pranzo a quota 800 metri, che potremo consumare in una trattoria coi suoi tipici piatti della cucina toscana, prenderemo la via del ritorno, in cui si aprono ampi squarci tra i castagni sulla piana di Lucca e le Apuane, fino ad abbracciare l'arco appenninico dal Monte Cusna al Corno alle Scale. Non può mancare infine una tappa alla falesia di Sassabodda, da qualche anno usata come parete di arrampicata. La sua roccia così dura, infatti, è quella tipica di una buona parte del Monte Pisano, il verrucano, fra le formazioni più antiche della nostra regione, che proprio su questi monti fu studiata e definita per la prima volta.
Rientrati a Ruota con la vista sui bei tetti e i caratteristici vicoli, godremo delle fioriture delle camelie, di cui, se vogliamo, potremo ammirare il Festival che si trova a una manciata di chilometri da qui, in quello che si è meritato il nome di Borgo delle Camelie per le sue numerose specie e millemila varietà.
N.B. per precisa scelta sul nostro modus operandi, non chiediamo acconti. Tuttavia raccomandiamo, per questioni organizzative, che l'eventuale disiscrizione per fondati motivi sia comunicata quanto prima.
L'annullamento dell'escursione per previsioni meteo avverse o qualsiasi altra condizione che ne possa compromettere la fattibilità o la godibilità, sarà ad opera della guida e comunicato per tempo.

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